Stazione Spaziale e Pioggia Blu

spacestation-400La notte, impregnata di pioggia ventosa e gelida, ha questa mattina lasciato spazio a un cielo bluastro e carico di nuvole ancora umide. Aggiungo nella macchina dei suoni dell’osservatorio un nuovo codice, arrivatomi dallo spazio profondo per non so quale ispirazione.
Una stella gemella, si direbbe, di altre frequenze della profondità che già vibrano nel congegno; ma più punteggiata, più downtempo, insomma solleticante, per dare un pizzico di calore a questi profili di palazzi di vetrocemento. Cullato dalle pulsazioni di SomaFM Space Station vi auguro buona giornata. Broadcasting from geostationary orbit to listeners here on Earth and throughout the solar system…

Tram Tram con Asia Ice Cream

Per spostarmi lungo i meandri della città uso il tramvai, e all’interno del tramvai mi capita spesso di essere lungamente osservato da ragazze ventenni piuttosto carine. Mi suscitanto pensieri edificanti.
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A parte questo, oggi ho notato, vicinissimo rispetto all’osservatorio, un nuovo negozio gestito da asiatici. A rigore sarebbe una di quelle schifezze per adolescenti dove vendono bicchieroni di bubble tea, bibite piene di zuccheri dentro le quali navigano delle particelle di plastica ripiene di succhi altrettanto stomachevoli, una trovata che sembra arrivare dall’India, anche se fatico a crederci. Tuttavia in questo fanno anche gelati.
Insomma, entro e mi faccio fare un gelatino al caffè. La tipa che mi serve, cinese, appare molto impacciata. Il tipo che la segue al bancone, cinese, mi dice che è nuova. Io sorrido. Lui sorride. Io prendo il gelato e faccio per pagare. Lui mi chiede se mi piace il gelato. Dico di sì. Lui mi richiede se mi piace il gelato. Ribadisco che mi piace, altrimenti non l’avrei comprato. Lui mi chiede se posso assaggiarlo direttamente davanti a lui, perché — cito testualmente — questo gelato è fatto da italiani e loro non sanno bene se sia buono o meno.
Ripresomi dal disappunto lo assaggio davanti a tutti. Sì, è buono, molto buono, dannatamente buono.

Macchina dello Spazio Profondo

Droning atmospheric space music and ambient textures with minimal beats. Music on Drone Zone is all about sonic textures and environments. Youll hear music by artists such as Pete Namlook, Steve Roach, Harold Budd, Brian Eno, Stars of the Lid, Dilate and the KLF.

Ci si addormenta, cullati dalle sonorità di SomaFM Drone Zone, una sorta di condimento naturale dell’astronave che abbiamo allestito, con coperte di pile e ridefinizione creative degli spazi. I suoni oltre la finestra si fondono perfettamente con quelli, siderali, provenienti dall’outer space. L’idea di fondo mi giunge dalla lettura — a sua volta approfondita — di Austin Kleon e dei suoi massimi sistemi genetici applicati all’arte.
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Riassunto e Commento

Riassumendo…

Truce. Solo in apparenza. Almeno, credo.
Truce. Solo in apparenza. Almeno, credo.

Vediamo di riassumere. Mi chiamo Filippo e sono un musicista, compositore e in generale artista creativo che vive e lavora a Padova. Ho molti siti e blog in giro per la rete. Il mio (chiamiamolo) blog ufficiale è Phil Geek Log, una sorta di compilazione permanente dove faccio confluire da un lato il mio diario quotidiano (direbbe Austin Kleon, il mio logbook, al quale ho dedicato una specifica categoria), e dall’altro singoli articoli di carattere intellettuale e artistico. All’opposto della sostanziale serietà di quanto enunciato fin’ora ci sono siti molto più estemporanei, ludici, per non dire addirittura demenziale: uno di questi è Phil Creative Guy, il mio tumblelog su Tumblr.

Esplicando…

Ora, perché un nuovo blog? Presunzione? Irresistibile voglia di mostrarsi? No, niente di tutto questo. Più banalmente mi serviva un luogo dove esprimere le mie elucubrazioni più articolate; riassumento, un sito dove postare articoli di una certa lunghezza.
Non credo che in questo blog posterò cose oscure, come farebbe intendere l’avatar qui sopra. Credo che posterò cose strane, cioè, oscure in quanto strane. Le posterò basandomi sulla spiegazione abbastanza esaustiva che trovate nella presentazione. Punto e basta.

Vivaldi