Decentralizzazione e Ideologia

Se dovessi sintetizzare in pochissime parole quella che costituisce ormai la mia tesi di fondo in materia di criptomonete e blockchain, questa sintesi suonerebbe così…

La rivoluzione connessa alla finanza decentralizzata avrà senso pieno e compiuto solo quando i suoi peculiari strumenti potranno svilupparsi in contenitori sociali, culturali e comportamentali fortemente alternativi a quelli centralizzati.

Ciò che più mi affascina è la grande quantità di corollari che rendono questa affermazione particolarmente dirompente, oltre che in grado di individuare scenari incredibilmente nuovi.

Indipendentemente da quanto la storia possa aver avuto ragione in questo o quel caso, credo possa essere ragionevole identificare nello sviluppo tecnologico e nelle sue applicazioni alle comuni dinamiche sociali uno dei principali motori della formazione delle ideologie. Tanto per dirne una, la frase di Lenin pronunciata come definizione del Comunismo rimane eloquente: la somma di Socialismo ed energia elettrica. Ergo, a suo dire era evidente che una certa ideologia emergeva sulla base dei conflitti sociali susseguenti alle grandi rivoluzioni industriali.

Più in generale, anche allontanandoci di molto, credo si possa dire che una determinata tecnologia, nel suo diffondersi, produce una serie di ideologie, ora attuali, ora potenziali, in grado di rendere sensata quella stessa tecnologia.

Senza tanti giri di parole, dunque, la fascinazione immediatamente successiva e conseguente a queste considerazioni si esprime ancora una volta in forma di domanda.

Quale nuova ideologia può esprimere al meglio la rivoluzione della finanza decentralizzata? Ovvero: Che caratteristiche peculiari dovrebbe porgere questa ideologia per risultare perfettamente complementare al mondo degli scambi mediati da criptomonete e blockchain?

Esiste infatti un mancato parallelismo da tenere presente. Le criptomonete risolvono determinati problemi, ma il sistema che le contiene non risolve i problemi generati dalle opportunità potenziali che tale rivoluzione individua implicitamente. Abbiamo il contenuto, ma non abbiamo ancora il contenitore adatto a contenerlo. Ecco dunque che ci arrangiamo attraverso contenitori noti — etici, comportamentali, normativi — che al limite vengono faticosamente adattati al loro nuovissimo e per certi versi sconosciuto contenuto, con infiniti compromessi e volgarizzazioni. Ma chi sarà il primo a osare? Chi teorizzerà il contenitore veramente e completamente adatto?

Procedendo per gradi, credo che il concetto in assoluto più aureo in materia sia quello di responsabilità personale. In concreto, e detto anche con una certa sana brutalità, le criptomonete ti rendono completamente padrone di te stesso e delle tue azioni, ma la responsabilità delle tue azioni è solamente tua, quindi, nel caso di transazioni che non vadano a buon fine, o di rapporti economici gestiti con superficialità, o qualsiasi altro problema, non potrai andare a frignare da nessuno, visto che la scelta è stata tua e solo tua.

Questa cosa ci sembra poco desiderabile? Detta così, forse. Il mainstream tende a raccontarci giorno dopo giorno la favoletta della coccola, delle coperte rimboccate, della benevolenza verso tutti da parte di un gigante buono che arriva e risolve tutto. Ma chiunque abbia un po’ di sale in zucca sa benissimo che oggi il mondo è di chi può pagarselo, con coinvolgimento obbligatorio di soggetti terzi che rendono tutto lento, aleatorio, o comunque confinato nel campo incontrollabile delle responsabilità di troppi.

Questo non significa che ci si debba rintanare in una decentralizzazione autoreferenziale, dove tutti sono contro tutti. Anzi, vale l’esatto contrario. La logica del tutti contro tutti vale esattamente là fuori, dove ogni aspetto della nostra tutela è mediato da soggetti terzi, secondo regole centralizzate. Al contrario, il sapere che siamo solo noi gli unici responsabili di una certa transazione o di un certo rapporto ci spinge a selezionare le nostre conoscenze, a gestire le cose con amici stretti di cui ci fidiamo, a vagliare i pro e i contro movimentando cifre ragionevoli, che in caso positivo ci faranno concludere un affare, e in caso negativo ci avranno insegnato qualcosa senza troppi danni.

In altre parole, nel campo della decentralizzazione non siamo assolutamente soli, ma anzi, al contrario, siamo in compagnia di tutti coloro che condividono la nostra stessa ideologia!

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Vivaldi