Per una Criptomoneta Dinamica

Una delle iconografie della Visa crypto card Monolith, progetto di DeFi che insiste evidentemente sul concetto di “spazio alieno” della criptosfera. Io stessi ho in questo senso utilizzato la metafora delle geometrie non euclidee.

Premessa e sintesi

In un mio noto articolo delineavo ciò che a mio avviso, sulla base di ragionamenti ed esempi concreti, risulta ancora mancante al pieno sviluppo della criptosfera come scenario moderno ed efficiente degli scambi tra attori economici di nuova generazione. In estrema sintesi la conclusione è questa:

La criptovaluta avrà senso proprio e compiuto solo quando la gente verrà direttamente pagata in criptovaluta.

Questo principio piuttosto semplice e comprensibile deve però essere precisato a un livello più ampio, mettendo sul piatto alcune considerazioni al contorno che, per quanto apparentemente banali, continuano a non essere poi tanto ovvie.

L’individuo A (soggetto, ente, organizzazione o istituzione che sia) può essere pagato dall’individuo B (idem) solo se B — logicamente in aggiunta alla volontà di usufruire del servigi di A — risulta detentore di una quota marginale di valore monetario accettata da entrambi per lo scambio.

Perché ho dovuto aggiungere l’aggettivo “marginale” e non mi sono limitato a dire che “B deve avere i soldi per pagare A”, punto e basta? La ragione dovrebbe essere ovvia, ma la precisiamo: Se B ha “solo” cento euro, e il servizio di A costa esattamente cento euro, è evidente che B non potrà usufruirne. Ciò che si può ragionevolmente spendere è infatti sempre la quota “marginale”, ossia quella “che avanza”, quella “libera”, quella “non vincolata” da destinazioni altrettanto ragionevolmente identificabili come di base.

Dinamismi di transazione e transizione

Questo aspetto vale sia per le grandezze stock per le grandezze flusso. Quando dunque si parla (riassumo così quella mia teoria di fondo) di una sorta di cripto-accumulo di base, necessario a rendere possibile la piena adozione “in entrata e in uscita” della criptomoneta, in realtà si dovrebbe precisare che non basta un accumulo generico e statico, ma bisognerebbe ragionare in senso prospettico e dinamico. Grandi operazioni di transizione fiat-crypto, con produzione di commissioni (reddito dinamico) appunto in criptovaluta, dovrebbero quindi diventare “quasi sistematiche”, per generare una sorta di conversione di base atta ad alimentare un intero mercato.

Se ci concentriamo troppo sulla singola transazione, tendiamo infatti a rimanere nella logica, positiva, ma non esclusiva, del mero investimento a medio-lungo termine (basti pensare agli stessi Bitcoin, oggi considerati più un bene rifugio che un asset per comprare il caffè al bar). All’opposto, la criptosfera deve diventare uno strumento sistematico e corrente, per quanto connesso a specifici settori e altrettanto specifiche esigenze.

Fateci caso. Se io vi dico “Euro”, voi a cosa pensate? A grandi rendite e investimenti ad alto rendimento? Forse. Ma di certo pensate anche ai soldi con cui fate la spesa al supermercato, oppure alla sovranità monetaria, oppure alla BCE, oppure, banalmente alla valuta corrente nella comunità europea. Se invece vi dico “Bitcoin”, voi con grande probabilità penserete solo a una cosa: un’occasione per fare speculazione fruttuosa.

Ossia, la maggior parte di voi concepisce la più celebre delle criptovalute come un’entità radicalmente non confrontabile a una comune valuta. Cosa, me lo concederete, piuttosto paradossale.

Oggi come oggi la “compravendita” (trading) di criptomoneta è indubbiamente la prassi che caratterizza il settore. Ma questo settore (chiamiamolo così) non nasce per fare (solo) trading, bensì per costituire una nuova forma di scambio monetario e di finanza: la forma della decentralizzazione. Questa forma, per come la vedo io, costituisce anche (o soprattutto) la base concettuale ed operativa per molteplici usi (pensiamo agli smart contract, per esempio), ma anche a un livello basico introduce l’idea di una super-moneta, ossia di una moneta in grado di veicolare svariati vantaggi rispetto al contante o ai classici sistemi di smaterializzazione della valuta fiat: offerta stabile (ergo riparo dall’inflazione), garanzia di assoluta privacy, assenza di potenziali censori, e via discorrendo, a seconda degli specifici progetti.

La criptomoneta, dunque, secondo me dovrebbe essere concepita non tanto come un Ferrari Testarossa, quanto piuttosto come una buona utilitaria in grado però di volare, o addirittura di viaggiare nella stratosfera. Ossia, non come strumento tecnicamente ordinario (automobile) da utilizzare in circostanze e ambiti straordinari (automobile di lusso), bensì come strumento ordinario (utilitaria) dalle caratteristiche straordinarie (utilitaria con superpoteri).

Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vivaldi