Recensione Wallet Swipe e Crypto Visa Swipe: (of course) dall’Oriente con Amore

Già da qualche tempo, grazie all’aureo consiglio di un oscuro amico incontrato su Telegram, utilizzo la carta Visa base del progetto Swipe. La carta, detta saffron, di un fantastico arancione solare che mi ricorda certa estetica da robot giapponese anni Ottanta, è quella “base” di una serie di quattro, e mi è arrivata puntuale dopo circa tre settimane dall’ordine. Ringrazio indirettamente il sopraccitato amico per il codice referral che mi ha consentito di averla gratis. (A proposito, pure io ho un referral per voi. Se la richiedete, inserite nell’iscrizione la sequenza BO30MY e farete felici sia me che voi.)

Facendo un rapido passo indietro, posso dire che il servizio generale legato a questo progetto “tutto orientale” (l’exchange di riferimento è il colosso Binance) è assolutamente serio e puntuale. La procedura KYC di iscrizione, validazione documenti e riconoscimento è in linea con le migliori e più rapide. Il primo top-up della carta richiede una settimana esatta di attesa, a riprova della grande serietà di chi sta dietro la compagine amministrativa. Il servizio clienti è rapido, esaustivo, trasparente e gentile. Insomma, nulla da dire.

Ma la cosa che più mi piace di questo prodotto è che rispecchia perfettamente, o con una più che soddisfacente approssimazione, quello che dovrebbe essere una carta crypto: possibilità di ricevere valuta digitale da altri wallet, exchange interno rapido ed efficiente per dirottare valuta laddove si desidera, capacità di spendere direttamente, con commissioni che a occhio mi sembrano bassissime, le nostre crypto attraverso il potente circuito Visa.

Difetti? L’unico difetto che ho riscontrato è relativo all’invio di crypto verso altri wallet, che in parecchi casi risulta o sconveniente per le notevoli commissioni, o difficoltoso per la presenza di “minimi impliciti” al di sotto dei quali la transazione non viene implementata. Tuttavia sono difetti per modo di dire, visto che, come ho già avuto modo di sottolineare, la sensatezza operativa di una carta crypto sta in questo: ricevere e accumulare criptovalute per spenderle, non per trasferirle altrove. Per effettuare transazioni da A a B e da B a C (operazione peraltro da minimizzare e implementare con estrema parsimonia, visto che ad ogni passaggio la rete pretende come giusto un compenso in forma di commissione) esistono già numerosi altri servizi, custodial o non custodial che siano, in grado di svolgere la funzione molto meglio.

Ergo, stiamo parlando della carta crypto migliore di tutte? Non so. Forse una carta del genere non esiste, in quanto bisogna considerare le specifiche esigenze dell’utilizzatore. Ma una cosa è certa: la Visa Swipe, logicamente unita alla sua applicazione nativa su smartphone, mi piace, funziona egregiamente, e per quel che mi riguarda è, almeno a tutt’oggi, la mia preferita e quella che maggiormente utilizzo.

Da non trascurare, peraltro, un interessante 1% di cashback (pagato in bitcoin) che rende anche solo questa versione base ancora più appetibile.

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