Sardine e SWOT Analysis

La celebre matrice SWOT

Il successo bonacciniano in Emilia è diretto discendente della cultura manageriale che permea la dirigenza più acuta – ovvero che permea i relativi consulenti – del PD, partito evidentemente tutt’altro che in declino (come vari imbecilli blateravano). Ci fosse una pari intelligenza altrove, la stagione dello zero virgola quasi zero sarebbe un ricordo.

Nello specifico, è evidente l’applicazione della SWOT analysis al caso piddino. La matrice è un classico del management, che si studia nei primissimi anni di economia aziendale, ma può essere applicata a qualsiasi campo. L’acronimo, derivante dai relativi termini (of course) inglesi, designa l’articolarsi di due direttrici o dimensioni intersecate: esterno/interno – positivo/negativo.

Le Sardine, che hanno funzionato benissimo, altro non sono che il meccanismo che rispondeva perfettamente all’interrogazione alla matrice. La soluzione che rispondeva a tutti i punti.

Interno negativo: punti di debolezza – Abbiamo perso consenso perché non abbiamo visibilità in termini umani. Non possiamo fare troppo leva sulla barbarie. Nel web la nostra comunicazione è oscurata dalla Bestia. Ergo: serve qualcosa di alternativo al web che porti in piazza molta gente con un messaggio tipo sole cuore amore.

Interno positivo: punti di forza – I soldi. Ne abbiamo tanti. Non è un problema finanziare una campagna.

Esterno negativo: minacce – Da fuori potranno capire che è una manovra elettorale. Ergo, serve negare tutto e negare sempre, dicendo e non dicendo, per generare dubbio e confusione. Probabilmente una mobilitazione del genere attirerà anche qualcuno della sinistra radicale, per confondere le acque. Basterà ogni tanto censurare una bandiera per avere capra e cavoli. Anzi, la cosa assorbirà pure qualche voto utile della parte estrema, che tanto non vale nulla di suo.

Esterno positivo: opportunità – Se la cosa va bene, il PD ha un nuovo strumento sul quale investire, che potrà essere efficacemente replicato anche altrove. Una sorta di “spugna movimentista” al nostro servizio.

Et voilà, la vittoria è servita.

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